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Driven: Praga R1R

27 dicembre 2016
L’auto da trackday ceca può essere targata, ma non sarà troppo estrema per essere usata su strada? – di Jethro Bovingdon
Driven: Praga R1R

Driven: praga r1r

Non è passato molto tempo da quando il corpo del nostro Henry Catchpole è stato compresso dalle accelerazioni laterali generate dalla Praga R1 Racing sul circuito di Donington Park. Ora è arrivato il mio turno alla guida della nuova Praga stradale. Sì, la versione stradale, proprio lei. Si chiama R1R e si basa sulla R1 da corsa, quindi è molto estrema e compatta, esattamente come la macchina da gara. Ad ogni modo si tratta di una vettura omologata e rifinita con materiali di elevata qualità come, per esempio, fibra di carbonio e Alcantara, è un po’ più alta da terra per far fronte a buche e avvallamenti della strada e, al posto degli pneumatici slick, impiega dei Toyo Proxes R888. Insomma, la R1R si presenta come una sorta di scultura, con la sua linea accattivante e le sospensioni realizzate con la stessa cura di un gioiello. E’ davvero eccezionale, anche se bisogna tener conto del prezzo, equivalente a circa 190.000 euro. La vettura si basa su una scocca in fibra di carbonio, con un telaio ausiliario posteriore che accoglie il motore e le sospensioni entrobordo, mentre il telaietto anteriore ospita le sospensioni con schema pushrod associate ad ammortizzatori Koni completamente regolabili. Il posto di guida è centrale, ma volendo si può richiedere anche la configurazione a 2 posti. I pedali di acceleratore e freno (non c’è quello della frizione) sono separati dal piantone di sterzo, quindi si deve necessariamente frenare con il piede sinistro.

 

Il propulsore è un 4 cilindri 2 litri RenaultSport F4R 832 (grossomodo un motore Formula Renault 2.0) con il turbocompressore implementato dalla Praga. Eroga una potenza massima di 395 Cv a 6.750 giri e una coppia di 530 Nm a 4.200 giri ed è associato a un cambio Hewland con comandi al volante. La R1R pesa solo 670 kg, quindi le prestazioni sono a dir poco eccezionali, con un tempo inferiore ai 3 secondi dichiarato nello scatto da 0 a 100 km/h. Ancora più impressionante è il carico verticale, visto che la R1R ne produce una quantità superiore al suo peso già a partire dalla velocità di 200 km/h. Il primo assaggio della R1R avviene anche questa volta sulla pista di Donington, dove riesci ad apprezzare al meglio la vettura solo quando sei in grado di sfruttarne la straordinaria aderenza garantita dall’aerodinamica. Ma per rendertene conto devi andare davvero forte, il che non è così facile in configurazione 2 posti. Con la seduta centrale è decisamente meglio, almeno non devi sederti di lato, con la pedaliera e il volante talmente disassati da non consentirti di sentirti un tutt’uno con la macchina. Detto ciò, entrare in confidenza con la macchina non è comunque diffiicle. Ci sono alcuni aspetti su cui bisogna lavorare: il pedale del gas ha una risposta strana, che ti fa percepire una sorta di turbo lag che in realtà non esiste, mentre lo sterzo è fin troppo pronto quando l’aerodinamica “lavora” a dovere. Comunque sia, le basi sono davvero eccellenti. Anche con le gomme da trackday l’aderenza è fenomenale, la R1R aggredisce la curva Craner richiedendo pochissimo sterzo in fase di inserimento. Il feeling con il pedale del freno poi è eccellente, arrivi in breve tempo a staccare al limite, anche se non sei un pilota abituato a frenare con il piede sinistro.  Bisogna provarlo in prima persona per capire quanto la R1R sia più veloce di altre auto stradali o da corsa sulla pista di Donington. Secondo me, le prestazioni in rettilineo sono forse inferiori rispetto a quelle della Radical SR8, ma il carico aerodinamico sembra superiore e le dimensioni più compatte della vettura consentono di disegnare traiettorie più lineari e pulite.

 

Il motore RenaultSport è davvero dolce. Non “urla” certo come un aspirato, ma rispetto al Ford EcoBoost montato su altre auto di questo tipo, ha un carattere più forte e si presta meglio a raggiungere il limitatore a 7.000 giri. Il cambio è efficace e veloce, anche se non eccelle in salita di marcia. La R1R è così veloce e sicura in pista da non spronarti ad avvicinarsi al suo limite, figuriamoci a superarlo. Probabilmente la R1R è facile da gestire anche quando le gomme iniziano a scivolare, ma non è una macchina che invoglia a esagerare. Su strada la R1R è talmente estrema da non sembrare quasi una vettura omologata per circolare regolarmente su strada. L’assetto rigidissimo, il rumore molto intenso del motore e l’attacco brusco della frizione la fanno apparire meno gestibile di una Ariel Atom 3.5R, oppure anche della Radical RXC Turbo. L’assetto è ampiamente regolabile, forse sarebbe possibile trovare un miglior compromesso per l’impiego stradale, ma dubito che la R1R possa diventare realmente fruibile su strada. Verranno realizzate solo 68 R1R e immagino che raramente marceranno su strada. Ma se hai un garage già pieno di auto stradali e vuoi andare davvero forte in pista, allora la Praga R1R è sicuramente l’auto che fa per te.

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