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Driven: Caterham Seven 620S

12 agosto 2016
La 620R vi sembra troppo estrema? Ora c’è una valida alternativa – di Dan Prosser
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    Driven: caterham seven 620s

    Quando Caterham lanciò la 620R da 314 Cv circa sei mesi fa, stabilì nuovi standard tra le auto ultraleggere. Un’auto da trackday, alleggerita e priva di fronzoli per raggiungere il rapporto peso/potenza di una Bugatti Veyron, ma a un prezzo decisamente più abbordabile. Con un cambio sequenziale a 6 marce, un setup estremo delle sospensioni e priva del parabrezza, la 620R non è certo la macchina più fruibile che ci sia. La 620S eredita lo stesso motore sovralimentato, ma associato a un pacchetto più stradale. Aggiunge infatti il parabrezza, utilizza pneumatici meno specialistici Avon ZZS, un assetto più morbido e il cambio manuale a 5 marce della Mazda MX-5. Paradossalmente però, la 620S è la Caterham più assurda che ci sia, perché ripropone le caratteristiche della 620R da trackday ma resta un modello da usare su strada, con i suoi noiosi limiti di velocità, le piante e i lampioni a bordo carreggiata.

     

    Il motore Ford Duratec eroga pur sempre 314 Cv a 7.700 giri e 297 Nm di coppia a 7. 350 giri. Il peso cresce di 38 kg rispetto alla 620R, raggiungendo così quota 610 kg. Il rapporto peso/potenza di 1,94 kg/ Cv, la colloca a livello della Ferrari F12tdf e della McLaren 675LT. Caterham dichiara un tempo di 3,4 secondi nel passaggio da a 96 km/h, mentre la velocità massima dovrebbe raggiungere i 233 km/h. Questo modello è disponibile anche con carrozzeria SV, come quello che abbiamo provato, quindi offre un abitacolo più spazioso e un serbatoio da 41 litri di capienza invece dei 32 litri delle altre versioni. Caterham ora offre per l’intera gamma anche i sedili riscaldati come optional.

     

    Grazie alle sospensioni anteriori con camber ridotto e alle molle più morbide rispetto alla 620R, il nuovo modello si adatta molto meglio alle sconnessioni della strada. Il motore più trattabile, il cambio dagli innesti più morbidi e la presenza del parabrezza la rendono molto più fruibile del modello da trackday. Devi però raggiungere i 5.000 giri per capire quanto la 620S sia cattiva. In seconda marcia le ruote iniziano a pattinare talmente tanto, anche sull’asciutto, da far perdere subito aderenza alla coda, mentre un attimo dopo vieni abbagliato dalla luce rossa del cambio marcia e subito dopo senti il limitatore di giri che “taglia”. In terza si fatica a “scaricare” tutta la cavalleria solo sul bagnato e sui fondi molto accidentati, mentre nelle altre marce il motore riesce finalmente a trasformare tutta la sua grinta in una spinta davvero incredibile. In realtà, una macchina con tanta coppia come la Porsche 911 Turbo S è ancora più “cattiva” sul dritto, ma la forza con cui la 620S spinge dopo i cambi marcia è davvero sconcertante nonostante la rapportatura lunga della trasmissione. Emergono lievi fenomeni di rollio e beccheggio assenti invece sulla 620R, ma la 620S è tutt’altro che morbida, mentre l’avantreno risponde sempre con immediatezza ai comandi dello sterzo e l’aderenza in curva è stratosferica. Monta di serie le ruote da 15 pollici al posto di quelle da 13”, ma è solo sui fondi più accidentati che si sente l’effetto della massa superiore, con gli ammortizzatori un po’ più in affanno nel contrastare i rapidi movimenti verticali delle ruote. La 620S è una macchina maledettamente coinvolgente una volta che ne hai saggiato la sua cattiveria, soprattutto negli ultimi 3.000 giri della scala del contagiri, che non ti fanno desiderare una Caterham diversa da questa. La 420R, come quella che  abbiamo utilizzato nel Fast Fleet, resta comunque nel complesso più usabile, offrendo anche prestazioni più facilmente sfruttabili su strada.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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