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Dakar 2018

8 gennaio 2018
a cura della redazione
Notizie dall'edizione 2018 della celebre Dakar in Sud America
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    Ormai la tratta storica è solo un ricordo, ma, continente a parte, quando vedi gli scatti di quei mostri che scalciano sabbia, l'adrenalina ti esplode nelle vene esattamente come prima. La Dakar fu un'idea di Thierry Sabine, che, affascinato dalla Abidjan-Nice del 1977, riuscì a raccogliere 182 partecipanti per la Parigi-Dakar del 1979, un'impresa di 6000 miglia attraverso cinque Paesi e due continenti.

    Ma l'itinerario è cambiato più volte nel corso degli anni: dal 1993 in particolare, quando partenza e arrivo variarono fra Sud Africa, Spagna e Portogallo, benché l'Africa sia sempre rimasta la vera protagonista di questa epica competizione. Almeno fino al 2008: quell'anno, un attacco terrorista in Mauritania obbligò gli organizzatori a cancellare l'evento.

    La Mauritania, sempre quella. Dove la Dakar finì e dove Thierry Sabine per poco non ci lasciò le penne: rimasto tre giorni e tre notti fra le dune, senza bussola, né acqua, né cibo. Ma fu nel Mali che Sabine trovò la morte, precipitando a bordo dell'elicottero con il quale sorvolava i concorrenti dell'edizione 1986. E il concetto è sempre quello, che si rimanga soli in mezzo al deserto o ci si sieda al volante di un'auto o di una moto iscritta alla Dakar: "Questa corsa insegna una cosa – predicava Sabine – che bisogna sbrogliarsela da soli".

    Da allora, la Dakar si è trasferita oltreoceano. Oggi sono 5500 miglia attraverso il Sud America, partendo da Lima, in Perù, attraverso la Bolivia fino a Cordoba, in Argentina. Ci sono auto, camion, moto e quad, di team ufficiali e privati, oltre ad eroi sconosciuti. Ci concentreremo sui più noti.

    Chi sono i piloti

    Dakar 2018

    105 coppie di piloti e copiloti per le classi automobilistiche. Fra questi, per Team Total Peugeot guidano il tredici volte vincitore della Dakar Stephan Peterhansel, il nove volte iridato Sébastien Loeb (vedi foto) e Carlos Sainz Snr, tutti su Peugeot 3008 DKR Maxis. Nasser Al-Attiyah guida per Toyota GAZOO Racing SA, mentre Nani Roma è al volante della Mini John Cooper Works Rally e Bryce Menzies, tre volte campione TORC, è su X-Raid John Cooper Works Buggy.

    Quali sono le auto

    Dakar 2018

    Peugeot 3008 DKR Maxi

    La Maxi è una evoluzione della 3008 DKR che ha vinto lo scorso anno. La differenza più importante sta nella carreggiata maggiorata di 200 mm per migliorare la stabilità e l'handling. Montato in mezzo al telaio tubolare c'è un 3.0 litri turbodiesel da 340 Cv e 800 Nm di coppia. Trazione posteriore e cambio sequenziale a sei rapporti. Serbatoio da 400 litri e 200 km/h.

    Dakar 2018

    Mini John Cooper Works Rally/Buggy

    Due derivate Mini partecipano alla Dakar, la nuova Buggy e la Rally. Hanno entrambe un sei in linea BMW diesel da 340 Cv e 800 Nm, ma la Rally ha trazione integrale, mentre la Buggy è a trazione posteriore. Gli sforzi maggiori si sono concentrati sulla Buggy, ma la Rally ha comunque nuove sospensioni ed è un po' più leggera.

    Dakar 2018

    Dakar 2018

    Toyota Hilux

    L'Hilux torna alla trazione integrale dopo una stagione a due ruote motrici, ma cambio e V8 aspirato sono gli stessi. Il powertrain è comunque stato rivisto per migliorare le performance. Anche le sospensioni sono state ottimizzate in funzione della nuova tipologia di trazione, con un'escursione più ampia per un miglior controllo del telaio.

    Dakar 2018

    Borgward BX7 DKR

    La BX7 ha un motore a benzina da 380 Cv e 550 Nm e trazione integrale. Dispone di ammortizzatori doppi per un miglior contatto con il suolo e i freni posteriori Brembo sono raffreddati a liquido.

    Giorno 1, da Lima a Pisco

    Dakar 2018

    150 miglia verso Sud lungo la costa ovest del Perù, da Lima a Pisco. I primi sono quelli di Toyota Gazoo Racing SA, Al-Attiyah primo davanti a Ten Brinke nell'auto gemella. Subito dietro Nicolas Fuchs con la Borgward BX7. Gran prova per il "novellino" Bryce Menzies su Mini X-Raid, che fa meglio dell'esperto compagno Nani Roma, arrivando quarto.

    Per Team Total Peugeot non è andata altrettanto bene: Peterhansel è arrivato undicesimo, cinque posizioni dietro a Sainz e Sébastien Loeb ha detto addio ai freni ad appena due miglia dal traguardo e si è dovuto accontentare del 27° posto assoluto. "Non mi son trovato bene con i fari così alti" dice Peterhansel, "perciò ho guidato come una nonnina. Sono sempre stato sulla difensiva. Di conseguenza, abbiamo regalato un sacco di tempo a Nasser. Due minuti su 30 km è una bella differenza. Dobbiamo migliorare".

    Giorno 2, Pisco

    Dakar 2018

    Il secondo giorno, la ruota gira per Team Total Peugeot, che agguanta il primo, il secondo e il terzo posto con Despres, Peterhansel e Loeb rispettivamente. Il 90% di questa tratta da 165 miglia era off-track, cosa che ha messo alla prova le doti da navigatori dei copiloti. E' stato un problema per Al-Attiyah di Toyota Gazoo Racing SA, il cui compagno si è ammalato dopo appena 9 miglia, cosicché sono arrivati noni e di conseguenza quinti assoluti.

    Dopo due giorni di gara, Despres era davanti a Peterhansel e Loeb era quarto. La leggenda del rally ha detto: "Penso che abbiamo fatto un buon tempo e che domani non apriremo la strada, perciò dovrebbe andare bene. Seguiamo sempre le tracce, anche se certe volte ci viene il dubbio che non siano quelle giuste. Ma non vogliamo perderle. Vogliamo arrivare in Perù tutti d'un pezzo. Non trovare un waypoint può costare caro".

    Dopo appena due miglia della seconda prova, Bryce Menzies si ribalta con la sua Mini X-Raid, rovinando la bella prova del giorno prima ed è costretto al ritiro causa buggy irreparabile e copilota con l'anca rotta. Ricordando l'incidente, Menzies dice: "E' stato un bel botto, abbiamo perso il posteriore, il muso si è piantato e penso che ci siamo ribaltati sette o otto volte".

    Giorno 3, Pisco-San Juan de Marcona

    Dakar 2018

    All'arrivo, tagliando il traguardo nell'ordine: Al-Attiyah, Peterhansel, Sainz e Depres, seguiti da Loeb con otto minuti di ritardo. Roma è settimo.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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