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Bmw M4 Coupé, emozioni fra i saliscendi di Portimao

23 giugno 2014
Provata sul circuito portoghese, la M4 Coupé convince soprattutto per assetto e cambio ma anche il turbo è una bella scoperta che fa quasi dimenticare il carattere di certi vecchi 6 cilindri
Bmw M4 Coupé, emozioni fra i saliscendi di Portimao

Bmw m4 coupé, emozioni fra i saliscendi di portimao

Che bella la pista di Portimao, un circuito da adrenalina pura, pieno di saliscendi, curve cieche che tolgono il fiato, e quest'auto che ci abbiamo guidato sembrerebbe avere potenza e prestazioni tali da rendere la vita ancora più difficile. Invece l'erede della M3 Coupé ti mette subito a tuo agio.

 

Il motore spinge forte ma lo fa in modo regolare, forse non ha quel cambio di carattere che rendeva unico il 6 cilindri aspirato della E46, ma questo turbo ti aiuta non poco, ha la coppia che serve per tirarti fuori dalle curve senza dover necessariamente scalare, poi comunque allunga fino a 7.000 giri, magari non con la foga di un aspirato ad altissimo regime di rotazione, ma quanto basta per raggiungere in un attimo velocità da capogiro. Il cambio a doppia frizione è migliorato non poco, soprattutto in salita di marcia, dove inserisce i rapporti con la grinta che ci si aspetta da una Bmw griffata Motorsport. In scalata non è invece così immediato, anche se risponde sempre a dovere, senza mai creare disagi anche nelle staccate al limite.

 

Convince, e non poco, anche l'assetto: la Serie 4 è cresciuta nelle dimensioni, ma guidandola non si direbbe affatto, volta con la stessa prontezza della precedente M3, ma in appoggio sembra avere ancora più grip, corre come se fosse sui binari, con poco sottosterzo e la coda pronta a scivolare alla pressione del gas. Con il controllo di stabilità nella modalità MDM, perché altrimenti la M4 è stabilissima, anche troppo nella guida in pista, dove al completo affondo del gas la potenza arriva tutta solo a ruote dritte, altrimenti l'elettronica taglia parecchio per massimizzare la sicurezza a svantaggio della prestazione assoluta. I freni non fanno una piega, si dosano bene e resistono altrettanto bene alla fatica, ma l'auto che stiamo guidando monta l'impianto carbonceramico optional, chissà come si comporterebbe quello in acciaio di serie. A questa domanda non possiamo rispondere, ma per sapere come va la M4 su strada bisognerà aspettare fino a domani. Per oggi i test sono finiti, e la soddisfazione è davvero totale.

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