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Abarth 695 Biposto, un cambio da emozioni

12 dicembre 2014
Provata in pista, la più estrema delle piccole Abarth fa divertire, specialmente con il cambio ad innesti frontali. Ma attenzione: costa 10.000 euro
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    Abarth 695 biposto, un cambio da emozioni

    Ho sempre preferito la sregolatezza al genio, e proprio per questo sulla pit lane della pista di Varano mi sono fiondato immediatamente sulla Abarth 695 Biposto più cattiva, quella con il cambio a innesti frontali, l’autobloccante, il kit carbonio, quello pista. i finestrini in plexiglass. Una Cinquecento da più di 60.000 euro, quanto di più assurdo possa esistere, ma chi se ne frega, mica me la devo comprare! Inizia a piovigginare  ma per ora la pista è solo umida, faccio fatica a partire perché con quel cambio ti danno anche il volano alleggerito e una frizione che sembra quella di una macchina da corsa tanto è difficile da modulare. Vabbè, in qualche modo ce la faccio, senza far spegnere il motore e senza fare la figura dello sfigato. Alla prima accelerata noto subito che il motore ha una bella spinta; ci credo, il manometro del turbo oscilla tra 1,5 e 1,6 bar, e la curva di coppia ringrazia. L’allungo è più meno lo stesso delle altre 500 Abarth: poco.

     

    Cambio difficile ma emozionante

    Prima cambiata e primo disagio. Bisogna essere delicati, non senti alcun contrasto nella leva, ma un bel clonck che ti fa capire che hai ingranato la marcia. Roba d’altri tempi, mi piace un bel clonck nell’era dei click, così come non mi pesa troppo essere redarguito da una grattatina o da un rifiuto nell’accettare la marcia in scalata se non fai la procedura giusta. Un cambio per iniziati insomma; all’inizio fai fatica a interpretarlo, poi, quando ti premia con una manovra veloce, godi. Eccome se godi. Ma non devi mai perdere la concentrazione, perché altrimenti la volta dopo ti punisce ancora, esattamente come la prima volta. Così arrivi lungo, entri con la marcia sbagliata, perdi tempo, giri, secondi. Insomma, un gran casino! Il primo giro lo passo a litigare con sti benedetti innesti frontali, quasi li maledico, poi ci prendo la mano e tutto diventa più facile.

     

    Come va la 695 biposto

    Mi posso concentrare sulla guida e scopro un assetto bello “tosto”. Quando freni forte si alleggerisce dietro, giri lo sterzo e ti parte la coda, che è più libera di quella della Abarth normale, anche se a un certo punto interviene l’elettronica e tiri il fiato. C’è poco da fare, con un assetto così spinto e il passo così corto la macchina è per forza nervosa, a meno che non la imbrigli con un’elettronica che non ti fa più chiudere di muso come vorresti. In uscita dalle curve più lente le ruote fanno fatica a trovare il grip, ma anche con l’autobloccante non ci sono troppe reazioni sul volante, che mi sembra meno evanescente di quello della 500 Abarth normale. Frenata, staccata, correzione di sterzo, inserimento, pattinamento, ora il gioco inizia a piacermi, la faccio scivolare un pochino, me la sento meglio, ma proprio quando ci sto prendendo gusto la bandiera a scacchi sventola e sono costretto a uscire. Faccio un’altra sessione di giri, poi provo anche la Biposto più umana, con il cambio tradizionale che mi fa tornare nel mondo delle macchine normali. Lo trovo molto più immediato da assimilare, non è che sia poi così tanto più lento, ma di fascino ne ha un bel po’ meno. E’ troppo normale per una macchina che di normale ha davvero ben poco. Mentre sto tornando verso casa soddisfatto, sulla Porsche Cayman che mi ha portato fin lì, penso: ”Con gli stesi soldi potrei prendermi questa. Certo, non la GTS, ma una 2.7 da 275 Cv, pure con qualche optional”. Roba da matti, in una giornata all’insegna dell’irrazionalità mi sono messo a fare dei conti. E sto addirittura pensando che i vetri appannati dall’umidità  con la Biposto li avrei dovuti pulire con un panno, perché il climatizzatore non c’è, peserebbe troppo…       

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